martedì 14 maggio 2013

La vespa cinese e il suo antagonista, articolo informativo



In queste ultime settimane , ad opera dell’Istituto Agrario S. Michele e dietro aiuto del sig. Fulvio Viesi, nel nostro castagneto è stato rilasciato l’antagonista della vespa cinese, il Torymus sinensis Kamijo. Vista la diffusione di suddetta vespa anche nella nostra zona vi propongo questo articolo per approfondire le conoscenze sia sulla vespa tanto dannosa sia sul suo naturale antagonista. Buona lettura!!!

La vespa cinese e il suo ciclo biologico
D. kuriphilus è un piccolo imenottero (vespa) estremamente nocivo unicamente per il genere Castanea, in grado di colpire sia il castagno europeo (C. sativa) sia gli ibridi euro-giapponesi (C. crenata x C. sativa).
L'insetto compie una sola generazione all'anno caratterizzandosi per una modalità di riproduzione che non prevede la presenza dei maschi (partenogenesi), i quali sono totalmente assenti dal ciclo biologico poiché dalle uova si originano esclusivamente femmine.
Il Cinipide trascorre l'autunno e l'inverno allo stadio di larva all'interno delle gemme, senza che le piante ospiti manifestino sintomi evidenti della presenza della vespa, ovvero la comparsa delle caratteristiche galle. Alla ripresa vegetativa le larve provocano la reazione delle piante con la conseguente formazione, nell'arco di un paio di settimane, delle galle. Le larve permangono all'interno di tali ingrossamenti per circa 3-4 settimane dopodiché, superato nel periodo tra giugno e luglio lo stadio di pupa, si originano le femmine adulte che abbandonano le galle. Le femmine (lunghe 2,5-3,0 mm) di colore nero non si nutrono e immediatamente dopo la loro comparsa ovidepongono all'interno delle gemme. Verso la fine dell'estate (agosto-settembre), dopo circa 30-40 giorni dalla deposizione delle uova, compaiono le larve svernanti. 
Il ciclo biologico sopradescritto è fortemente condizionato da diversi fattori, quali l'andamento stagionale (temperature primaverili), l'altitudine e l'esposizione dei castagneti, nonché dalla precocità varietale; pertanto sono possibili scostamenti delle varie fasi (fenofasi) rispetto alla temporalità sopra menzionata.
Qui sopra un esemplare di vespa cinese.

Diffusione:
Questa piccola vespa è oggi molto diffusa sia in Asia che negli Stati Uniti. In Europa questo parassita è stato assente fino al 2002, anno in cui è stato accidentalmente introdotto in Italia in una zona a sud di Cuneo. Successivamente è stato segnalato anche in Campania, Lazio e Toscana. E ora anche in Trentino.
Modalità di diffusione:
L'insetto si giova di due modalità di diffusione:
a) attiva, mediante il volo delle femmine adulte;
b) passiva, mediante l'aiuto dell'uomo attraverso il trasporto occasionale o il commercio di materiale vivaistico (marze, astoni ecc.).
Se alla prima modalità vengono attribuite capacità di diffusione spaziale limitate, alla seconda, ed in particolar modo al commercio di materiale infestato, sono attribuite capacità di diffusione dell'insetto su vasta scala. Lo scambio di materiale vegetale di castagno, rappresenta pertanto la modalità di propagazione dell'insetto più pericolosa.
Una pianta particolarmente infestata da galle, provocate dalla vespa

Controllo:
Le strategie per il controllo presentano diverse difficoltà legate sia all'etologia dell'insetto sia alle caratteristiche dei suoi areali di proliferazione, nonché al fatto che i trattamenti insetticidi sono risultati estremamente inefficaci.
Le possibilità di lotta sono minime ed escludono il ricorso alla difesa chimica sia perché prove, condotte anche in Italia, hanno evidenziato la scarsa efficacia dei trattamenti insetticidi, sia per le gravi implicazioni di carattere ambientale che tali interventi possono provocare nelle aree di diffusione del castagno (boschi). 
Nel breve periodo le forme di contenimento del cinipide sono riconducibili a:
a) azione di sorveglianza dei castagneti nei mesi compresi indicativamente da metà maggio a metà giugno, al fine di una tempestiva individuazione delle galle;
b) raccolta delle galle attraverso interventi meccanici di potatura primaverile prima dello sfarfallamento delle femmine (indicativamente entro la metà di giugno) tesi alla successiva distruzione delle stesse;
c) impiego di materiale di propagazione e piantine sani dal punto di vista fitosanitario.
Nel medio-lungo periodo le azioni che si possono intraprendere sono riconducibili a:
a) lotta biologica, impiegando l'imenottero calcidoideo Torymus sinensis Kamijo, che da molti anni viene impiegato con successo in Giappone. Le prime esperienze intraprese con questo limitatore naturale in alcune aree infestate della provincia di Cuneo si sono dimostrate incoraggianti;
b) selezione di varietà resistenti. 

A riguardo della lotta biologica voglio aggiungere un approfondimento sull’imenottero antagonista della vespa cinese.

Il Torymus sinensis Kamijo è un imenottero, parassitoide larvale del cinipide del castagno (D. kuriphilus). Compie una sola generazione all'anno (come il cinipide) e la popolazione è costituita sia da maschi che da femmine. L'adulto sfarfalla in primavera dalle galle secche presenti sul castagno. E' un insetto di circa 2,5mm di lunghezza, ha il corpo di un colore verde metallico e zampe giallastre. La femmina si distingue chiaramente dal maschio per la presenza dell'ovopositore.

Un'esemplare femmina del Torymus sinensis.

Il T. sinensis inizia a sfarfallare dalle galle invernali tra fine marzo e prima settimana di maggio (a seconda dell'andamento climatico), si nutre di sostanze zuccherine e ha una vita media di circa 25-30 giorni, nei quali si dovrà accoppiare per poter dare vita alla generazione successiva. Le femmine accoppiate potranno così deporre fino a 70 uova all'interno delle galle appena formate. Le femmine devono necessariamente accoppiarsi, in caso contrario, esse andranno comunque ad ovideporre nelle galle ma gli individui che sfarfalleranno l'anno successivo saranno solamente maschi. Ciò porterà alla morte della popolazione di T. sinensis ed al fallimento dell'introduzione del parassitoide.  Le uova sono deposte sul corpo del cinipide o comunque all'interno della cella larvale, in questo modo la larva ectoparassita del T. sinensis si nutre della larva del Cinipide. Il parassitoide si impupa durante l'inverno all'interno della cella larvale (nella galla ormai diventata secca) per diventare adulto in primavera e sfarfallare ricominciando il suo ciclo biologico.
Larva del T. sinensis uscita da una galla.

Le ricerche fino ad oggi condotto dimostrano che T. sinensis è un parassitoide specifico del cinipide del castagno, vale a dire che il D. kuriphilus è il suo unico ospite ed è stato ottenuto solo da galle di castagno.



Fonti:

Nessun commento:

Posta un commento